Nome: Hyperbola AMORI
amo chi possiede spirito critico;il modo di "osservare" la realtà del fotografo, partecipe ed esterno e imparziale al tempo stesso; il mio formicaio; la carne cruda; gli odori, i sapori della gente e della terra; salire sul bus e sorridere a chiunque; l'esuviazione e la capacità di adattarsi a qualsiasi situazione; la ratio e il metodo scientifico; la tarte tatin in un bistrot parigino; la capacità di perdonare; i miei nipoti; essere esigente con me stessa; amo passeggiare da sola di notte in un bosco dell'Aspromonte; chi si mette in discussione; gli scacchi; un po' di sano narcisismo; le ballerine, anche quando piove; tutto ciò che è cartaceo, leggere un libro al die, il cocco messicano, così dolce, si scioglie in bocca; la disarmante bellezza di un'equazione; Escher; la versatilità di chi interpreta un copione a teatro; i miei enormi occhiali da sole bianchi per preservarmi dalla fotofobia;amo il mio microscopio '15-'18;i paradossi; l'animo nomade alla Chatwin e alla Terzani; la sveglia al mattino presto; il passo felpato del gatto; il Mac che mi semplifica la vita; girare per la città ascoltando Bach e Glenn Gould; camminare per km e viaggiare in treno; la sensualità del tango; l'estrema semplicità e capacità di sopravvivenza dei virus; la pelle anserina nei pomeriggi invernali; il cibo piccante; i lego; un fuoripista, io la neve e il silenzio; stare al comando di un piper; terminare avidamente la torta sacher al mio compleanno spazzolando anche le briciole; sentirmi come la Callas quando canto l'Andrea Chénier; i dialetti; amo mia nonna con l'artrosi deformante che continua instancabile a creare improbabili twinset e le persone con una passione, qualunque essa sia..
IDIOSINCRASIE
per il caffè,anche se l'unico mezzo capace di tenermi sveglia; tutto ciò che contrasta con la ratio; il bisogno di incasellarti delle persone; la televisione; gli ipocondriaci; l'analfabetismo scientifico; chi alza la voce; la chiesa in un paese che dovrebbe essere laico; le discoteche; il nozionismo fine a se stesso; non essere consapevoli del proprio naturale egoismo; gli alcolici; le riforme scolastiche degli ultimi anni; la necessità di sentirsi integrati quando a volte integrarsi è impossibile; il cellulare; la villetta al mare e i rapporti scontati e prevedibili; voler cambiare il mondo a tutti i costi; gli incontentabili; i libri che "vanno" letti ma non hanno alcun pregio letterario; la magia, l'oroscopo e radio maria.
Titolo: "Il tacchino termostatico. Un etologo e i suoi animali"
Autore: Enrico Alleva
Casa editrice: Ritmi Theoria
Data di pubblicazione: 1996
Prezzo: 6.60 euro
Pagine: 111
Chi non desidererebbe un simpatico ratto da compagnia o un' improbabile colonia di pipistrelli nel bagno? Sicuramente il nostro Alleva sì.
Grazie alla famiglia che ne ha supportato quelle che "ai più" apparirebbero come bizzarie, il nostro etologo cresce.
Dalle rocambolesche osservazioni a Lampedusa fino a quelle romane dalle finestre casalinghe; dal crepuscolo tropicale in Madagascar per scorgere un esemplare di Microcebus murinus, su fino all' Accademia dei Lincei e alla direzione del Reparto di Neuroscienze comportamentali all' Istituto Superiore di Sanità di Roma.
Con lo stesso sguardo disincantato e la stessa sana vorace voglia di comprendere i nostri compagni di vita non umani.
I racconti di uno scienziato-poeta con quel gusto per la parola che lo contraddistingue. Brevi stralci di vita quotidiana in compagnia dei suoi amici animali dei quali traccia indimenticabili istantanee.
L' occhio attento dell' etologo a cui non sfugge l' allevamento singolare della prole di Maude, pesce Ciclide dell' acquario casalingo o che si prodiga per adottare un nibbio evitandogli una triste sorte.
Una melodia affabulativa condotta con ironia, senza rinunciar a quel linguaggio scientifico e rigore che sono indispensabili per comunicare la scienza, almeno quella con la S maiuscola.
Ed è così che veniamo a conoscenza dei sistemi di orientamento dei piccioni viaggiatori, delle dodici fatiche della talpa nello scavar gallerie; della voracità del toporagno, fino alla vita intima di Luisella, una colomba omosessuale.
Per restituire dignità e abbattere le gerarchie di fittizia supremazia del genere umano sulle altre creature terrestri.
Nella miglior tradizione di grandi divulgatori, in grado di coniugare sapientemente arte e scienza, da Karl von Frisch e Nikolas Tinbergen ai celebri Lorenz e Darwin.
Alleva ci insegna come non occorra precipitarsi alle Galàpagos per diventare buoni etologi, ma come a volte bastino curiosità e voglia di apprendere. La stessa curiosità che ti impedisce di usar la macchina verso Fiumicino per paura che la tua attenzione sia rapita da qualche volatile in via di migrazione.
La stessa curiosità e dedizione di chi si impegna a a leggere l' alba romana e i suoi brulicati abitanti e non a subirla passivamente. Perché un etologo non smette mai di lavorare e, come un abile predatore, studia perennemente i suoi oggetti di interesse non riuscendo a sfuggire la passione per l' osservazione quotidiana.
Nota: il libro è di difficile reperibilità, io sono riuscita a procacciarmelo dal Libraccio.
Letture:
pag. 21 La storia del falco della regina..
pag: 77 Sotto il segno del leone e del falcone: la "generosità" e la "nobiltà" dei predatori.
Altra conferenza su "La mente animale"
All' incontro hanno partecipato anche lo scrittore Andrea Camilleri, il giornalista Paolo Mauri e l'etologa Elisabetta Visalberghi.
L' intervista sul suo mestiere in "Professione biologo. Alla scoperta dei segreti della vita..."
Video dell' intervento al Festival della Mente: "Dal pesce al filosofo: verso un’ecologia della mente"
Un' interessante conferenza, ospiti Enrico Alleva e Niles Eldredge, "Il viaggio".
Alleva ci parla dell' Uomo vitruviano di Leonardo (fine pagina).
Il buon Claudio mi batte sempre sul tempo, mi accodo.
Se avete tra i 18 e i 30 anni non lasciatevi sfuggire l' iniziativa. Entro il 12 luglio 2009 partecipate al concorso letterario dedicato ai giovani aspiranti divulgatori.
Il tema, in occasione di questo anno darwiniano, sarà proprio l' evoluzione biologica.
Il premio? La possibilità di veder pubblicate le proprie fatiche in un volume edito dal Bioparco. Che aspettate?
Colgo l' occasione per promuovere due iniziative che mi stanno realmente a cuore.
La nascita di una nuovo sito, gestito da giovani scienziati, in grado di portare una ventata di freschezza nel panorama della divulgazione scientifica sul web.
Come leggiamo "L’Associazione “Evoluzionando” nasce nello scorso mese di giugno dall’incontro di un gruppo eterogeneo di studenti universitari (biologi,matematici,geologi,ecc.) amanti delle scienze naturali in generale, mossi dalla comune volontà di dedicarsi alla realizzazione di una serie di eventi ed attività (da giornate di seminari a workshop didattici, da presentazioni di libri a tavole rotonde) per sensibilizzare la società civile nei confronti della scienza, con una particolare attenzione alla divulgazione del pensiero evoluzionistico. "
In particolare essa persegue i seguenti scopi: ampliare la conoscenza della cultura scientifica...sensibilizzare la società civile nei confronti della scienza...opponendosi all’intolleranza, alla discriminazione e alla prevaricazione e ad ogni forma di integralismo religioso ed ideologico; diffondere la cultura ed il pensiero scientifici nei giovani e non; allargare gli orizzonti didattici .... promuovere la libertà di pensiero..." E ancora: "proporsi come luogo di incontro e di aggregazione nel nome di interessi culturali"
Non posso no trovarmi in accordo con tali nobili propositi.
Perché "i troppi interessi che si celano dietro i media e le aziende private finanziatrici (di gran parte delle ricerche nel mondo) hanno ormai ridotto la divulgazione scientifica ad una sorta di forzato (indirizzato) sensazionalismo, allo scopo di guidare e incanalare le paure e le debolezze di un pubblico spesso incompetente e stanco."
La seconda iniziativa è un progetto originale ed ambizioso di monitoraggio influenzale su larga scala.
"Influweb è un sistema di partecipazione volontaria per il monitoraggio dell'influenza in Italia. Si basa su una piattaforma web interattiva, cui ogni utente può accedere per registrarsi, partecipare attivamente, fornire aggiornamenti su eventuali sintomi influenzali e ottenere informazioni utili sul virus dell'influenza."
Insomma, un modo per non sentirsi più soggetti passivi riuscendo a partecipare a un progetto scientifico collettivo. Accorrete numerosi.
Per ulteriori informazioni rimando agli articoli degli amici di Gravità Zero, QUI e QUI, e alla pagina ufficiale su Facebook.
L' intervista a Vittoria Colizza, project manager dell' iniziativa:
Per chi si trovasse in territorio genovese il 24 febbraio, segnalo la presentazione della nuova fatica letteraria della nostra chimica Adriana Albini di cui ho già avuto modo di parlare.
Donna prolifica, Responsabile del Laboratorio Di Biologia Vascolare del CBA di Genova e della Ricerca Oncologica al Polo Scientifico e Tecnologico di Milano.
In grado di conciliare brillantemente il suo lavoro nella ricerca con quello di mamma e scrittrice.
In questo suo libro, un viaggio da Genova a Venezia, nei giorni del Carnevale in un thriller bioetico-oncologico con forti spunti autobiografici.
Titolo: "In principio era Darwin"
Autore: Piergiorgio Odifreddi
Casa editrice: Longanesi
Data di pubblicazione: 2009
Prezzo: 12.00 euro
Pagine: 123
"..da un così semplice inizio innumerevoli forme, bellissime e meravigliose, si sono evolute e continuano a evolversi"
"L' origine delle specie"
Molti lo accusano di parlare a sproposito su materie che non gli son proprie, ma quando uno è così bravo, non rimane che far un inchino e tacere.. E stavolta, toccando proprio il mio campo, quello della biologia, e dunque autorizzata a esprimermi, non ho nulla da eccepire su quanto scrive l' autore...
Cade giusto a pennello nel bicentenario della nascita di Darwin questo grazioso e scorrevole libretto e, nonostante le librerie siano affollate di opere darwiniane, Odifreddi rimane Odifreddi.
Con il suo tipico humor e capacità di sintesi, traccia una rapida e succosa biografia del nostro beniamino cogliendone i tratti essenziali. Tante curiosità sparse e sapientemente catturate nella sua amplia produzione biliografica ci vengono presentate. Con attenzione particolare alla visita delle Galapagos.
Odifreddi ripercorre poi agli studi sull' evoluzione: dagli anticipatori greci a Lamarck e Lyell; ai più recenti fringuelli di Gould ed ai batteri di Levin .
Parla dei contributi matematici forniti da Hardy e Weinberg alla teoria, del rivale storico di Darwin, Wallace.
Fino ai moderni studi di biologia molecolare, dove ci fa incontrare le Drosophile ed Escherichia- coli e ci mostra la loro preziosa "collaborazione" agli studi.
E dopo aver passato a setaccio il pensiero, il matematico si sofferma sulle ripercussioni e l' impatto che le teorie hanno avuto sul mondo sociale e sulle scienze. E sui i dibattiti ancora purtroppo in corso, in particolare in Italia.
Scagliandosi a ragione (e come ci ha abituati) sui nemici della teoria, dalla Chiesa agli pseudo-scienziati ottusi.
Per farsi un' idea sulla rivoluzione darwiniana e il suo protagonista in modo semplice e indolore, in pieno stile odifreddiano.
Per stuzzicarvi e spingervi ad approfondire.
"Io trovo meno vergognoso discendere da una scimmia che da una persona che usa la propria intelligenza per oscurare la verità"
T. Huxley
Lettura:
pag. 17 Un lungo argomentare
Consigli:
⁃ Non perdetevi le già citate letture dell' autore al "Festival della Mente" di Sarzana nel 2008 e gli interventi su Radio3Scienza.
« Preferisco discendere da una scimmia che da un uomo di cultura che ha prostituito il sapere e l'eloquenza al servizio del pregiudizio e della falsità »
A duecento anni esatti dalla nascita del grande scienziato e a centocinquanta dalla pubblicazione dell’"Origine delle specie", tutti ne parlano e lo citano, pochi in realtà si sono arricchiti con la lettura dei suoi testi. Forse, spaventati dall' idea che possano essere poco accessibili.
Niente di più erroneo.
Mi direte, su ogni libro di testo si può trovare spiegata in maniera più o meno dettagliata la teoria della selezione naturale, ma perché privarsi dei libri del celebre naturalista? Si rischia di perdere il gusto della narrazione e non si riesce a comprendere come da intuizioni brillanti, osservazioni estenuanti sul campo e intense rielaborazione dati, si possa essere giunti a formulare quella che, a buon diritto, oggi è considerata la rivoluzione copernicana di tutta la biologia, che cambiò negli uomini il modo di vedere se stessi ed il mondo che li circondava.
Il gene del naturalista?
Charles nacque il 12 febbraio 1809, in un ambiente benestante e vivace, in una tranquilla cittadina non molto lontana dalla frontiera con il Galles, Shrewsbury.
Il quinto di cinque figli, a scuola fu pigro e con un rendimento mediocre, sfiorò la la carriera di medico e di ecclesiastico per volere del padre che temeva che il figlio non combinasse nulla nella vita.
La svolta nella vita del piccolo Charles si ebbe all’Università di Cambridge, dove incontrò un professore di botanica, John Stevens Henslow che riuscì a far emergere le sue attitudini e rinforzò la sua passione per le scienze naturali.
Fu poi lo stesso mentore a suggerire, interrogato dal consulente del governo, il suo pupillo per un viaggio intorno al mondo, su un brigantino usato dalla Marina di Sua Maestà per rilevazioni scientifiche.
L' amato e saggio zio Jos riuscì a convincere il padre di Darwin sull' opportunità del compito e questi, prima reticente, accetto di buon grado la partenza del figlio.
E così, il 27 dicembre 1831 il Beagle, con un equipaggio di 72 uomini, partì per il suo viaggio che sarebbe durato quasi cinque anni e che lo avrebbe portato a circumnavigare e a esplorare l’America del Sud, con una puntata in Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa.
Il principale compito di Darwin a bordo, sarebbe stato fare compagnia al giovane capitano Robert FitzRoy. Sappiamo tutti che che non si esaurì solo a questo..
Pur afflitto dal mal di mare ed alle prime esperienze sul campo, Charles compilò con estrema chiarezza diari e raccolse milioni di reperti che catalogò con cura e precisione.
Forgiò la sua mente già aperta e, dall' osservazione di fossili e specie brasiliane, al contatto con la gente del luogo e con la straordinaria biodiversità del magico laboratorio a cielo aperto delle isole Galápagos, che il nostro prode visitò a 26 anni , iniziò a gettare le basi della sua rivoluzione.
Tornato nel 1936 dal lungo viaggio, si sposò ed ebbe dieci figli e si dedicò alla costruzione della teoria. Nonostante l' inizio della sua formulazione sia da far risalire alla fine degli anni trenta, il testo vide la luce solo vent' anni dopo, nel 1859.
Ciò per far sì che essa fosse inattaccabile.
Darwin passò il resto della sua vita ritirato in casa a scrivere libri sulla biologia e sulla geologia e a condurre esperimenti per confermare le sue teorie.
Si spense il 19 aprile 1882.
Il libro fu fonte di aspre controversie alla sua prima apparizione,ma il baluardo della teoria ha retto agli avversari scientifici e religiosi, alle distorsioni e fraintendimenti subiti nel tempo, riuscendo ad arricchirsi, integrandosi con i recenti studi di genetica e biologia molecolare.. Con buona pace di creazionisti e propugnatori di disegni fantascientifici.
"L' uomo porta ancora impresso nella sua struttura fisica il marchio indelebile della sua umile origine"
C. Darwin
La bibliografia è chiaramente vastissima, si parte dai suoi testi e si va alle biografie e arricchimenti/approfondimenti della teoria da parte di altri autori.
Consiglio sempre di impadronirsi di almeno un libro dell' autore e anche non avendo la costanza di leggerlo tutto, di spiluccarne qua e là i contenuti e la passione di cui esso è intriso.
Testo delirante, un esempio delle scarse argomentazioni di creazionisti e dintorni. Per chi vuole anche un' altro punto di vista. Sconsiglio caldamente.
"Sipario.. Darwin in scena!"
Cornelia Dean sul New York Times presenta lo spettacolo dal titolo “Trumpery” che Peter Parnell porta sul palco per rivivere le vicissitudini di Darwin legate alla pubblicazione del suo celebre L'origine delle specie.
Pikaia, il portale italiano dell'evoluzione gestito da Telmo Pievani.
L'elenco degli appuntamenti per tutto l' anno a QUESTO indirizzo
• La mostra Darwin 1809 - 2009 sarà inaugurata l’11 febbraio del 2009 a Roma nella splendida cornice del Palazzo delle Esposizioni.
Via Nazionale 194
Dal 12 febbraio al 3 maggio
• In alternativa, a Milano
Dal 6 giugno al 24 novembre
• Il 17 febbraio 2009 si terrà presso l'Accademia dei Fisiocritici a Siena il Darwin Day intitolato "Una didattica per Darwin".
Da tempo, il mondo anglosassone commemora la nascita di Charles Darwin con conferenze, incontri, dibattiti ed eventi varî che celebrano i valori della ricerca scientifica e del pensiero razionale. Nel 2003 il Darwin Day è finalmente arrivato anche nel nostro Paese grazie all’UAAR. Dal 2004 l’UAAR, in collaborazione con le Librerie Feltrinelli, organizza in tutta Italia diversi incontri con scienziati, docenti e giornalisti scientifici.
Rastrellando il web, mi sono imbattuta in nuovi compagni da abbraccio.. Dopo i pupazzi "fisici" e quelli infettivi, ecco quelli a forma di organi del corpo umano..
Sarà impagabile donare come pegno d' amore un cuore comprensivo di aorta e all' amico un po' alcolizzato un fegato nuovo.. A voi la scelta, sbizzaritevi..
Non voglio credere nella cattiva fede della Bompiani, casa editrice della quale posseggo molti libri e che mi ha sempre soddisfatto, ma l' aneddoto che mi accingo a raccontare, non le fa certo onore.
Mia madre, pochi giorni fa, recandosi nella sua libreria di fiducia, decide di acquistare un' antologia di racconti di fantascienza, sua grande passione, curata dal grande Asimov.
Sfoglia, come capita a molti, l' indice per vedere se gli scrittori potrebbero essere di suo gradimento. Notando con piacere che su 22 racconti, ben 5 sono del suo amato Heinlein. Decide quindi che i 12 euro del libro valgono l' acquisto.
I 5 racconti dell' autore, da me evidenziati con una freccia rossa:
Peccato che, una volta a casa, seduta tranquilla sul sofà, la ricerca dei suddetti diventi impresa eroica: essi mancano tutti.. Nelle pagine dove dovrebbero esserci, veniamo prontamente catapultati a pag. 7 del libro dove, in una piccola nota, ci viene segnalato:
"Preghiamo il lettore di notare che mancano i testi di Robert A. Heinlein...."
E come?.. Seguendo il percorso tortuoso di pagine alle quali veniamo rimandati?!?
Un po' più di correttezza e trasparenza non guasterebbe..
Ricordo ancora con un po' di commozione l' incontro di parecchi anni fa.. La tentennante figura della scienziata che solcava il pavimento con minuscoli passi, la paradossale sensazione che un filo di vento avrebbe potuto farla volare per mille chilometri e un masso non avrebbe potuto scalfirla di un centimetro.
L' incedere aristocratico, il piglio severo e rigoroso.
In occasione di una conferenza sulla sua amata associazione, mi ero timidamente infiltrata tra gli innumerevoli universitari. All' epoca ero una fresca liceale con il bisogno di identificarsi in una figura da emulare.
La Montalcini era l' emblema di ciò che volevo diventare, con i suoi successi, il suo esser caparbia perseguendo gli obiettivi.
La duplice missione, della ricercatrice sposata al suo lavoro, della donna impegnata in epiche/etiche battaglie umane contro l' analfebatizzazione delle donne africane e la promozione dello studio.
Quando le porsi la mano perché me la stringesse, non vacillai tanto per la soggezione che poteva scuotere la mia giovane mente, quanto per la consapevolezza di aver sfiorato un secolo di storia, un baluardo del savoir vivre (almeno come io lo intendo). .
Titolo: "La clessidra della vita"
Autore: Giuseppina Tripodi con Rita Levi Montalcini
Casa editrice: Baldini Castoldi Dalai
Data di pubblicazione: 2008
Prezzo: 16.50 euro
Pagine: 199
L' amica da una vita, G. Tripodi, ci parla di questa esile e tenace figura solo come chi le è stata accanto per anni condividendo molti dei suoi impegni intellettuali può fare.
Istantanee della sua vita vengono intervallate da citazioni della stessa Montalcini.
La prima parte del libro ne racconta la vita intensa.
Gli anni della giovinezza secondo uno stile di vita «tipicamente Vittoriano», l' incontro fondamentale per la sua formazione con Giuseppe Levi, la drammatica fuga a Bruxelles nel 1938 a seguito della promulgazione delle leggi razziali.
Il ritorno in Italia, a Torino, nel 1940, dove improvviserà un laboratorio casalingo per continuare strenuamente le sue ricerche sugli embrioni di pollo.
Il lungo trentennio in America e gli anni della scoperta del fattore di crescita delle cellule nervose (NGF) che la porteranno a ricevere nel 1986 il meritato Premio Nobel.
La "First Lady" della scienza, sempre con occhio attento al sociale, fonderà nel 1992 la Fondazione Levi Montalcini, impegnata nei paesi africani nella difesa delle donne e l' Ebri, l'Istituto europeo di ricerca sul cervello "per dare a tanti ricercatori italiani all'estero una possibilità concreta per poter tornare in Italia".
L' altra metà del testo è invece dedicata a ripercorrere l' amplissima bibliografia della scienziata. In conclusione, un sintetico CV.
"Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita".
R. L. Montalcini
Consigli e approfondimenti:
QUI su FaceBook, la pagina dei "fans" della professoressa
La Montalcini qui descrive la vita di dieci emblematici personaggi sconosciuti e non, uniti dal coraggio con il quale hanno affrontato la loro vita e morte.